Viale Marconi a senso unico

Viale Marconi è la strada più trafficata d’Italia!
Frase frequente, probabilmente falsa, che rivela quel campanilismo al quale noi italiani non sappiamo rinunciare, nel bene e nel male. Certo, non sarà la più trafficata, ma viale Guglielmo Marconi è certamente troppo trafficata.

Negli ultimi decenni Cagliari si è costantemente spopolata a favore dei comuni limitrofi sia perché il prezzo delle abitazioni vi è cresciuto di più rispetto al resto dell’area vasta, sia perché la sua espansione residenziale si è arrestata mentre gli altri comuni hanno continuato a realizzare nuove lottizzazioni. Questo spostamento della popolazione dal centro alla periferia ha contribuito ad incrementare il pendolarismo quotidiano di migliaia di persone che si recano in città per motivi di lavoro, di studio, di svago e di servizi.

Purtroppo le infrastrutture di accesso alla città si rivelano spesso inadeguate a tali flussi veicolari. L’accesso più problematico è proprio il sistema del viale Marconi, composto dallo svincolo di Is Pontis Paris, da viale Marconi, appunto, e dall’Asse mediano di scorrimento, affetto da notevoli criticità che contribuiscono al congestionamento del traffico e al peggioramento delle condizioni di sicurezza.
Viale Marconi ha la larghezza della carreggiata inadeguata, incroci pericolosi che rallentano il traffico, accessi diretti ad attività commerciali e la generale interferenza tra auto private e autobus con l’assenza di spazi per pedoni e biciclette.
Lo svincolo di Is Pontis Paris ha le rampe della rotatoria inadeguate che impediscono l’efficace deflusso delle auto verso Cagliari.
L’Asse mediano è caratterizzato da svincoli incompleti perché realizzati in spazi limitati, in aree residue non pensate per ospitare un’infrastruttura di quel tipo.

Tali criticità emergeranno ancor più nel prossimo futuro quando, con la riqualificazione della SS 554, il numero dei veicoli in ingresso aumenterà ulteriormente con effetti negativi su tutta la rete stradale. Per questo motivo la Regione ha deciso di affrontare il problema con un progetto complessivo che interessa viale Marconi e le sue strade complementari. Il CIREM (Centro interuniversitario ricerche economiche e mobilità) ha redatto lo studio trasportistico della rete viaria dell’area metropolitana, proponendo un progetto preliminare complessivo.

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Il progetto prevede che viale Marconi diventi una strada a senso unico verso Cagliari, dal Terramaini sino allo svincolo con l’Asse mediano. Questa modifica permetterà l’inserimento di due corsie preferenziali per i mezzi pubblici, nonché la realizzazione di piste ciclabili, marciapiedi, comode fermate dei bus e sicuri attraversamenti pedonali.
Una simile rivoluzione del traffico avrà ricadute anche sulle strade limitrofe, a partire dalla strada Arginale di Terramaini che collega l’Asse mediano a Is Pontis Paris e che diventerà la complementare di viale Marconi perché da sola consentirà l’uscita da Cagliari.

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Tutti gli interventi proposti mirano non solo a decongestionare il traffico, ma soprattutto a migliorare la sicurezza della circolazione per tutti gli utenti, a partire da pedoni e ciclisti. Infatti, il vero obiettivo del progetto non è tanto la riduzione dei tempi di viaggio delle auto private, quanto garantire una più efficace circolazione dei mezzi pubblici e della mobilità alternativa.
Il progetto sarà realizzato in due lotti. Il primo comprende gli interventi attuabili da subito e con un relativo basso costo di realizzazione (1 750 000 € già stanziati dalla Regione e in minima parte dal Comune di Cagliari):

  • modifica del senso di marcia di viale Marconi, con nuova segnaletica comprendente le corsie preferenziali;
  • modifica e adeguamento degli incroci: strada Arginale sul Terramaini, via Giuseppe Mercalli (eliminazione semaforo), via Vienna, svincolo con l’Asse;
  • miglioramento dello svincolo Asse mediano-via Berlino che diventerà il passaggio obbligatorio per l’uscita da Cagliari.

L’efficientamento del sistema di accesso sarà completato col secondo lotto che comprende interventi più complessi e costosi, per i quali la Regione ha già stanziato 11 milioni di euro nel Piano delle infrastrutture (il famoso prestito di 700 milioni che la Regione sta contraendo per far crescere l’economia sarda con interventi infrastrutturali):

  • allargamento del ponte di viale Marconi sul Terramaini;
  • allargamento della carreggiata di viale Marconi e realizzazione di marciapiedi e fermate degli autobus
  • adeguamento dello svincolo di Is Pontis Paris.

Tra qualche anno saremo quindi un po’ più vicini a Cagliari e, speriamo, meno stressati dal traffico. Un intervento simile, atteso e richiesto da migliaia di cittadini dell’area vasta, devo però farci riflettere sugli errori del passato e del presente. Certo, prevedere lo sviluppo delle dinamiche urbane e della mobilità è sempre complesso e difficile. Ma è inaccettabile che negli ultimi decenni i Comuni dell’area metropolitana di Cagliari non abbiano saputo gestire e guidare lo sviluppo dei centri urbani in funzione delle esigenze trasportistiche.
Invece abbiamo assistito ad un’urbanistica campanilistica: ogni Comune ha portato acqua al proprio mulino, scioccamente pensando che la propria espansione residenziale e l’aumento del numero di abitanti fossero elementi di forza e motivo di vanto. Oggi ci troviamo a dover rimediare, con interventi costosissimi, ai problemi della mobilità causati dall’assenza di una pianificazione unitaria e coordinata, capace di inserire le esigenze delle singole comunità in un quadro generale di grande città.
In particolare, alla ridistribuzione dei residenti all’interno dell’area metropolitana, con Cagliari che si svuotava e gli altri Comuni che crescevano, non è seguita una riorganizzazione dei servizi, degli uffici pubblici e degli insediamenti produttivi che si sarebbero dovuti posizionare più strategicamente per realizzare una città policentrica, evitando la concentrazione all’interno di Cagliari della maggior parte dei poli di attrazione e di generazione della mobilità.

La città metropolitana, che sarà istituita nel corso del 2015, servirà anche a questo: a realizzare uno sviluppo urbanistico equilibrato e a costruire una città a misura d’uomo e non di automobile.

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